Intervista al consulente e formatore Silvio Paoloni

 Silvio, ci racconti chi sei? 

Sono un consulente e formatore, specializzato nel supporto a freelance e aziende nella loro crescita economica. Con un background in economia e management, mi occupo di fornire strumenti e strategie per ottimizzare le performance aziendali.

La mia esperienza universitaria e professionale nel settore economico mi ha permesso di accumulare una vasta conoscenza lavorando in contesti diversificati. La passione per l’insegnamento e la formazione mi permettono di creare programmi formativi su misura che affrontano le sfide specifiche di ogni cliente, aiutando a raggiungere obiettivi di crescita e sostenibilità.

La mia missione è quella di ispirare e guidare freelance e aziende verso il successo, trasformando le sfide in opportunità di sviluppo.

Com’è nata l’idea dell’ebook Sostenibilità Economica per Freelance? Cosa ti ha spinto a scriverlo per Freelasty?

L’idea dell’ebook Sostenibilità Economica per Freelance è nata proprio dalla mia esperienza diretta con molti liberi professionisti che, nonostante fossero molto competenti nel loro campo, si trovavano ad affrontare sfide difficili sul piano economico e gestionale. Molti freelance si concentrano principalmente sulla parte creativa o tecnica del loro lavoro, ma spesso trascurano aspetti fondamentali come la gestione delle risorse, la pianificazione finanziaria e la sostenibilità a lungo termine delle loro attività.

Quando ho iniziato a lavorare più intensamente con questo segmento di professionisti, mi sono reso conto che c’era una vera e propria esigenza di supporto mirato. Freelance e piccole imprese hanno una struttura economica più fragile rispetto alle aziende più grandi, e un errore o una disattenzione nella gestione economica può avere ripercussioni gravi, specie quando il volume di lavoro fluttua o quando emergono imprevisti.

Mi sono quindi chiesto: “Cosa posso fare per rendere queste problematiche più comprensibili e risolvibili in modo semplice e pratico?” Ecco che l’idea di scrivere un ebook è venuta spontanea. Volevo creare uno strumento che fosse accessibile a tutti, anche a chi non ha una formazione economica, ma che al tempo stesso fornisse informazioni concrete, strategie utili e soluzioni pratiche per gestire le finanze in modo più sereno e consapevole.

Ho scelto di scrivere l’ebook per Freelasty perché conosco la community e il valore che questa piattaforma dà ai liberi professionisti. Mi sembrava il canale ideale per raggiungere un pubblico di freelance che ha bisogno di strumenti pratici e di un supporto continuo nella gestione economica delle loro attività. Freelasty è una realtà che unisce praticità e competenza, e penso che il mio ebook potesse integrarsi bene con la missione della piattaforma di supportare i freelance nel loro percorso professionale.

Quando si parla di “gestione del denaro”, molti freelance si sentono impreparati: da dove si può iniziare senza farsi sopraffare?

La gestione del denaro è uno degli aspetti che molti freelance tendono a trascurare, spesso perché si concentrano principalmente sulla parte creativa o tecnica del loro lavoro, senza avere una vera e propria formazione economica. Ma non è mai troppo tardi per imparare a gestirlo bene. Alcuni passaggi concreti e facili da seguire sono quello di conoscere la propria situazione finanziaria attuale, separare le finanze personali da quelle professionali, fissarsi un budget mensile con la creazione di un fondo di emergenza, avere una buona organizzazione nelle fatture e stimare i tuoi guadagni con la pianificazione delle tasse da pagare.

Qual è l’errore più comune che noti tra i freelance nella gestione delle proprie finanze?

L’errore più comune che noto tra i freelance nella gestione delle proprie finanze è non trattare il proprio lavoro come un’attività economica vera e propria. Molti freelance si comportano più da “lavoratori a progetto” che da imprenditori di sé stessi. Ecco cosa intendo in sintesi; spendere tutto quello che si guadagna (senza pianificazione), non avere un sistema di controllo delle spese, dimenticarsi delle tasse, non definire il proprio valore economico mancando la visione a lungo termine.

Nell’ebook usi il termine ‘sostenibilità economica‘: che cosa significa davvero? E come si raggiunge nel quotidiano?

La sostenibilità economica si riferisce alla capacità di gestire le proprie risorse in modo che possa prosperare nel lungo termine senza compromettere la propria stabilità finanziaria. In altre parole, significa essere in grado di produrre valore in maniera continua e duratura, bilanciando entrate e uscite, e affrontando eventuali rischi finanziari in modo efficace. Nell’ebook ci si concentra proprio su questo aspetto, cercando di rispondere a domande cruciali: come gestire il flusso di cassa, come fare previsioni finanziarie a lungo termine, come ottimizzare i costi e, soprattutto, come rendere il lavoro da freelance più stabile e meno dipendente dagli imprevisti. È un mix di teoria e pratica, con esempi concreti e suggerimenti che ogni freelance può applicare direttamente.

Qual è il rapporto, secondo te, tra libertà professionale e consapevolezza economica?

Il rapporto tra libertà professionale e consapevolezza economica è profondamente interconnesso: uno non può esistere senza l’altro, almeno se vogliamo parlare di una libertà vera e non solo illusoria.

Molti freelance scelgono questa strada proprio per avere libertà: decidere come organizzare il proprio tempo, lavorare su progetti che li appassionano, non essere vincolati da orari d’ufficio o strutture aziendali. La libertà professionale, però, è una doppia lama: se da un lato ti dà indipendenza, dall’altro ti mette in mano una responsabilità enorme. E qui entra in gioco la consapevolezza economica.

Un freelance senza consapevolezza economica potrebbe trovarsi a vivere “alla giornata”, con guadagni incerti, ma sentendosi libero da un punto di vista temporale. In realtà, però, non avrà mai una vera libertà perché sarà costantemente preoccupato di arrivare a fine mese e non avrà una visione a lungo termine per crescere o investire nella sua attività.

La libertà professionale è incredibilmente potente, ma senza una buona gestione delle proprie risorse economiche rischia di trasformarsi in una trappola. La consapevolezza economica è il fondamento su cui costruire una libertà duratura, che ti consente non solo di essere indipendente, ma anche di crescere nel tempo, fare scelte consapevoli e lavorare con serenità.

In sintesi, la libertà che tanto bramiamo come freelance diventa davvero “libertà” quando è supportata da una solida consapevolezza economica. Senza quella, è solo una illusione di libertà, che spesso si trasforma in stress finanziario e in una continua lotta per “arrivare a fine mese”.

C’è un concetto o una regola base che ogni freelance dovrebbe conoscere per gestire meglio entrate e uscite?

Sì, c’è una regola base fondamentale che ogni freelance dovrebbe conoscere per gestire meglio le proprie entrate e uscite: “Il denaro che guadagni non è tutto tuo, e devi trattarlo come una risorsa condivisa”.

Questa frase può sembrare semplice, ma racchiude un concetto cruciale: ogni guadagno che ottieni come freelance va gestito in modo strategico, non come un “guadagno netto”, ma come una somma che include vari “comparti”. In pratica, quando guadagni, non puoi pensare di poter disporre di tutta quella cifra per te stesso immediatamente.

Utilizzando la Regola dei 3 Conti

    • Tasse e contributi (30-40%): per evitare sorprese fiscali.

    • Risparmi e investimenti (10-20%): per sicurezza finanziaria e crescita.

    • Spese aziendali e personali (40-60%): per sostenere la tua vita e il business.

Seguendo questa regola di base, ogni freelance può creare una gestione equilibrata e consapevole del denaro, senza farsi travolgere dalle difficoltà economiche. È un approccio che ti aiuta a lavorare con serenità e a costruire una carriera duratura.

Nel tuo lavoro incontri anche professionisti esperti: dove si inceppano spesso, anche dopo anni di attività?

Anche con anni di esperienza, molti professionisti si ritrovano a bloccarsi su alcune aree cruciali per la crescita e la sostenibilità del loro business. Se non si affrontano con una strategia chiara questi “inceppamenti”, il rischio è di restare in un circolo vizioso di mancanza di crescita e di insoddisfazione, nonostante il successo apparente.

La chiave per uscire da questi “inceppamenti” (che principalmente sono la mancanza di visione strategica, pochi aggiornamenti sulle competenze e non delegare abbastanza) è mantenere sempre una mentalità di crescita e non dare mai per scontato che l’esperienza basti. È fondamentale continuare a imparare, adattarsi e rivedere periodicamente il proprio approccio.

Che strumenti o abitudini semplici consiglieresti per iniziare a creare una pianificazione economica sostenibile?

Posso riassumerli in:

– App per monitorare entrate e uscite

– Conti separati: per tasse, risparmi e spese quotidiane.

– Capire dove vanno i tuoi soldi nelle categoria di spesa.

– Regola del 50/30/20 (spese essenziali-discrezionali-tasse e risparmio) una semplice guida per bilanciare entrate e uscite.

– Contabilità: usare anche solo Excel per tenere traccia delle finanze.

– Fondo di emergenza: accantonare una parte per affrontare imprevisti.

– Revisione periodica: fai check-up delle tue finanze ogni 3-6 mesi.

Tutto ciò con un’ unica abitudine chiave: la costanza! La pianificazione economica è una pratica quotidiana che richiede un impegno costante per diventare davvero sostenibile.

E per te, personalmente, cosa significa avere un rapporto sano con il denaro?

Per me, avere un rapporto sano con il denaro significa avere una relazione equilibrata e consapevole con quello che guadagni e spendi, senza che il denaro diventi una fonte di stress o di preoccupazione. È un po’ come avere una buona relazione con se stessi: non lo vedi come un nemico, ma come uno strumento che ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi e vivere serenamente.

Condividi: